30 jun. 2010

Dietro a un pallone/19. Generazione di fenomeni. Basterà?

"No me conformo, no: me desespero
como si fuera un huracán de lava"

27 jun. 2010

Dietro a un pallone/18. Comunque io una Germania così bella non me la ricordo.

"The deep parts of my life pour onward,
as if the river shores were opening out.
It seems that things are more like me now"

Dietro a un pallone/17. Comunque era dentro almeno un metro.

"Love is blindness
I don't want to see
Won't you wrap the night
Around me
Oh my heart
Love is blindness"

Dietro a un pallone/16. A testa alta.

"It's not whether you win or lose"

Dietro a un pallone/15. Il pianto.

"I know how you feel inside I've
I've been there before"

23 jun. 2010

Dietro a un pallone/14. Minuto '91. America tra le grandi.

"I have done the state some service, and they know it"

Dietro a un pallone/13. Tanto vincono loro, no?

"No lo veis sobre México y Quito
arrojarse con saña tenaz
y cuál lloran, bañados en sangre,
Potosí, Cochabamba y la Paz?"

Dietro a un pallone/12. Il gol più incredibile mai fallito.

"And vanish. I clutch at the ragged holes
They leave behind, here at the edge of darkness.
Night rests like a ball of fur on my tongue"



Dietro a un pallone/11. Va be', poi non parlo più della Francia.

"Comme vous êtes loin, paradis perfumé,
Où sous un clair azur tout n'est qu'amour et joie,
Où tout ce que l'on aime est digne d'être aimé,
Où dans la volupté pure le coeur se noie!
Comme vous êtes loin, paradis perfumé!"

21 jun. 2010

Dietro a un pallone/10. Domenech che legge un comunicato a nome degli stessi giocatori che lo insultano è qualcosa di meraviglioso, ça va sans dire.

"Le jour de gloire est arrivé"

Dietro a un pallone/9. Comincio a raccogliere i giudizi dei massimi esperti sull'Italia mondiale, nel caso si arrivi in semifinale e finiscano per pura casualità nel dimenticatoio. Poi magari usciamo con la Slovacchia e saranno tutti contenti che abbia perso Berlusconi e con lui l'Italia mediocre e via con le analisi sofisticate. Intanto però beccatevi queste perle di Massimo Gramellini e dei cuor di leone del Post che nemmeno sul calcio riescono ad avere un'opinione originale e devono prendere a prestito quella degli altri.

"L'intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione"

19 jun. 2010

Dietro a un pallone/8. Anelka non le manda a dire (e nemmeno L'Équipe).

"Douce France, cher pays de mon enfance"

18 jun. 2010

Dietro a un pallone/7. Adieu les Bleus.

"Non je ne suis jamais seul avec ma solitude"
Dietro a un pallone/6. L'incredibile e triste storia.

"And joy and moan,
Melt into one"

15 jun. 2010

Dietro a un pallone/5. Ji Yun-naaaaaaaaaaam. I due gol di quelli vestiti di giallo non contano nulla.

"Au-dessus des étangs, au dessus des vallées,
Des montagnes, desbois, des nuages, des mers,
Par delà le soleil, par delà les éthers,
Par delà les confins des sphères étoilées"

Dietro a un pallone/4. La pagina del Marca sulla nazionale nordcoreana, che stasera gioca la più impensabile partita che i Mondiali abbiano mai offerto (almeno sulla carta).

"I remember how I'd landed here,
It's all coming back to me now,
Visions of these innocent faces filled with fear,
I'd hurt them somehow"

14 jun. 2010

Dietro a un pallone/3. A forza di aspettare l'Africa, è arrivata l'Asia. E domani tutti scopriranno che i nordcoreani esistono davvero, anche se sono così piccoli.

"If it wasn't for the nips
being so good at building ships
the yards would still be open on the clyde"

13 jun. 2010

Dietro a un pallone/2. Non è il jabulani. E' l'eterna lotta del portiere contro la piccola stortura, quella che arresta la galoppata dei compagni verso il trionfo. Perché il portiere, si sa, non vince mai.

"Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi"

11 jun. 2010

Dietro a un pallone. Il sole che taglia in due lo stadio, il giallo ocra della terra africana sullo sfondo. Comincia così.

"When the colours of Africa dazzle in the sun
My senses drink in its rainbow
And I become the palette of nature"

8 jun. 2010

L'Italia dagli occhi tristi. Mi è capitato recentemente di vedere le due puntate di Blu Notte dedicate alla storia delle Brigate Rosse (disponibili sul sito della RAI). Prima di tutto devo dire che quello di Lucarelli è un lavoro di sintesi e approfondimento veramente esemplare, sia dal punto di vista storico che narrativo. Ma non è questo il punto. Quelli della mia generazione erano bambini in quei famigerati anni '70. Personalmente delle BR ricordo poco o nulla, e nomi, luoghi, avvenimenti di quel tempo mi sono diventati familiari solo dopo, leggendo, studiando, sentendone parlare. Un giorno sì che lo ricordo ed è il pomeriggio in cui un impiegato di mio padre entrò in ufficio e disse che avevano ammazzato Moro. "L'hanno ammazzato", ripetè mio padre come per farsene una ragione. Ricordo bene anche un nome, quello di Patrizio Peci. Torino fu un tremendo campo di battaglia in quella lunghissima notte della ragione nonché la principale base operativa e strategica dei terroristi. E proprio dalla colonna torinese venne fuori il primo pentito ufficiale nella storia delle BR, Patrizio Peci appunto. Fu suo fratello Roberto, però, a pagare il prezzo di quel tradimento. Per ragioni ancora controverse venne prima processato da un tribunale del popolo e poi condannato a morte. La sentenza fu eseguita con undici fucilate nella campagna romana. Penso di aver visto pochi documenti video più agghiaccianti della farsa criminale cui Roberto Peci, terrorista anche lui, fu sottoposto. La lettura della decisione finale, accompagnata dalle note dell'Internazionale, rappresenta da sola tutta l'infamia di questa pagina sinistra e macabra della storia del nostro paese. Qualcuno continua a chiamarli compagni che sbagliavano. Invece erano solo squallidi esecutori di un'ideologia assassina, accomunati al resto dei carnefici imbandierati di rosso da un unico linguaggio di morte.
Tendiamo ad osservare l'Italia di oggi come se prima non ci fosse stato nulla. Ripercorrere il nostro recente passato può invece servire a rileggere le vicende contemporanee nella giusta prospettiva. Mi domando quale altro paese, nelle stesse condizioni, sarebbe riuscito ad evitare un conflitto civile generalizzato o un'involuzione autoritaria. L'Italia ne è venuta fuori ferita a morte ma viva, senza sacrificare la sua essenza di nazione democratica, certamente imperfetta ma pur sempre solida. Conviene pensarci ogni tanto, prima di mandare il cervello all'ammasso.
Il video del processo a Roberto Peci è sotto. Fatevi forza.

5 jun. 2010

Svolte. 5 giugno 2010, ore 16:49. La Schiavone vince il Roland Garros. La mia generazione non l'aveva mai visto.