30 ene. 2004

Troppo avanti. E così oggi abbiamo imparato che per un organo di informazione mentire deliberatamente significa proteggere la propria indipendenza. Un «grazie» ai soliti colleghi bloggers italiani che con la puntualità e la perspicacia di sempre ci hanno illuminato ancora una volta.
A volte un dignitoso silenzio sarebbe più onorevole rispetto a simili imbarazzanti argomenti. Senza speranza.
Quasi per caso. Il punto di Mark Steyn sulle vittorie elettorali di JFK (Kerry, che avete capito...).
Aspirazione, non disperazione. Amare la morte più della vita. Uccidersi per ammazzare e ammazzare per uccidersi.
La perversa logica del terrorismo suicida e l’indottrinamento ideologico che la crea ed alimenta analizzati da Itamar Marcus e Barbara Crook.
This aspiration to die, which contradicts the basic human instinct for survival, is at the core of the suicide terrorism fervor. Only when this death worship component is recognized as a basic tenet of Palestinian belief will it be possible to understand the challenges Israel and the world face from suicide terror.
Friends for oil. Questa storia che Saddam avrebbe pagato con barili di petrolio parlamentari, partiti politici, giornalisti e organizzazioni di mezzo mondo per riceverne in cambio sostegno politico non è in sé una notizia. Il caso Galloway aveva già rivelato l’esistenza di una rete di amici del regime in Occidente. Quel che non si sapeva è chi esattamente facesse parte di questo gruppo di sodali. Al-Mada (giornale iracheno) ha pubblicato la lista dei nomi e delle nazionalità e Memri l’ha tradotta: c’è pure Formigoni (la cui familiarità con Tareq Aziz in missione di pace rimane scolpita nella memoria). Vedremo se la cosa sarà confermata. In ogni caso probabilmente sarebbe solo la punta dell’iceberg.
Il commento di Zeyad e quello di Sam.
Update. Glenn Reynolds non è molto convinto.
Un popolo di venditori. Grazie al blog di Mauro Zanzi uno sguardo incoraggiante sulle prospettive economiche del nuovo Iraq.
Tra tragedia e farsa. Vent’anni. E’ la durata della pena comminata dal regime castrista ai dieci bibliotecari rei di aver fatto circolare copie della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e di 1984 di George Orwell.
Articolo di Nat Hentoff sulla dittatura che brucia i libri proibiti e sui suoi fiancheggiatori occidentali.
Quarantacinque anni. E’ la durata di questo grottesco esperimento politico e sociale consumato sulla pelle dei cubani. Basta.
Il crepuscolo degli dei. La BBC si scusa ufficialmente e il suo direttore generale se ne va. C’è aria di smobilitazione.
Dalle ceneri è perfino possibile che nasca qualcosa di diverso. Speriamo, anche perchè peggio di così è difficile.
Intanto Jeff Jarvis spiega la differenza fra Andrew Gilligan e Jayson Blair mentre Gregory Djerejian parla di quelli che non sanno perdere. C’è qualche caso anche da noi.