31 jul. 2012

Michael Phelps.



Diciannove medaglie olimpiche (Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012). Son cose che uno racconta ai nipoti.
Oltre al suo, finora questa Olimpiade porta i nomi di Ruta Meilutyte e di Gabrielle Douglas. Se quest'ultima non sapete chi è, riguardatevi stanotte il concorso femminile a squadre di ginnastica artistica, per me la gara regina dei Giochi. Poi c'è Ye Shiwen, innocente fino a prova contraria. I nordcoreani hanno vinto due ori, a loro rischio e pericolo. Le rumene sono sempre le più belle. La pallamano si decide all'ultimo minuto, dev'essere il regolamento. Nel badminton bisogna picchiare forte, se no non va giù. Tutti quei cenotes prima o poi dovevano servire a qualcosa (i messicani si tuffano piuttosto bene). Primavere arabe nel fioretto e nel basket (la Tunisia a un certo punto era a meno cinque dagli USA): ovviamente poi è arrivata la controrivoluzione.
Speriamo che gli spagnoli vadano fuori in fretta. Ogni quattro anni mi convinco che il livello di civiltà di una nazione si misura anche dalla qualità della copertura olimpica delle sue televisioni. L'Italia è salvata dal privato, dal mercato, dal capitale, la Spagna invece affonda con tutta la sua farragine statale da zero medaglie.

25 jul. 2012

Batman è stanco. Se dovessi definire in tre parole la cifra della società occidentale all'inizio del XXI secolo direi così: senso di colpa. Siamo una civiltà che si vergogna e si pente di se stessa, a prescindere. Appena possibile, invece di andare fieri delle conquiste che ci hanno reso un episodio unico e finora ineguagliato nella storia dell'umanità, gettiamo il sale sulle ferite che spesso ci autoinfliggiamo, il più delle volte assumendoci responsabilità che non abbiamo. Non solo i grandi dibattiti, ma perfino le semplici relazioni quotidiane risultano permeate dal senso di colpa. Da nevrosi individuale a stato d'animo collettivo, in cerca di improbabile redenzione nel tic quasi totalitario del politicamente corretto. Una deriva sconcertante, da qualsiasi punto di vista la si osservi.
Questo per dire che secondo me Christian Bale non doveva andare a visitare i feriti della sparatoria di Aurora.

22 jul. 2012

Il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro. Tutto fa pensare che, dopo Orlando Zapata Tamayo e Laura Pollán, il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro abbia fatto fuori anche Oswaldo Payá. Le notizie sono confuse, c'è stato un incidente, qualcuno è morto. Ma sembra che la polizia abbia già telefonato alla famiglia. Cioè, gli assassini hanno avvisato le vittime che il crimine di stato è stato perpetrato. Una situazione apparentemente grottesca ma in realtà del tutto coerente in un paese sequestrato da più di mezzo secolo da una mafia comunista pseudo-rivoluzionaria. E' un gran peccato che nessuno in questi anni abbia armato i cubani per mettere fine al sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro (ma forse si sarebbero venduti i fucili e in ogni caso non li avrebbero centrati). In questa ennesima giornata di infamia, va ricordato che in occidente il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro continua a vantare schiere di ammiratori, non solo tra gli irriducibili del Muro di Berlino, ma anche all'interno della cosiddetta sinistra democratica (scusate l'ossimoro). Assassini, complici e apologeti. Sarete contenti. La vostra ricompensa in un tempo meno ipocrita e codardo sarà la memoria di quello che siete stati.
Update. A chi sta pensando che non si può accusare senza prove nemmeno un regime come quello cubano, suggerirei di dare un'occhiata a questa lettera battuta a macchina dallo stesso Payá pochi giorni dopo un altro incidente, del quale era stato suo malgrado protagonista. Il 25 giugno, infatti, gli sbirri di Castro ci avevano già provato ad ammazzarlo, investendo la sua auto e provocandone il ribaltamento. La stessa dinamica che sembra sia stata utilizzata anche domenica scorsa, questa volta però con successo. Intanto ai funerali del dissidente la polizia sta castigando i partecipanti:
Tutti pensano che sia stato un attentato. Tranquilli. Si vedrà.
Si vedrà.