22 dic. 2013

Tecnologia e istinti assassini. L'assurda caccia alle streghe scatenatasi contro Justine Sacco durante il suo volo a Johannesburg. Quando Twitter fa paura.

16 dic. 2013

E Kim Jong-un è la destra storica. Anche Carlo Stagnaro scrive sul numero di IL in cui si proclama definitivamente che il liberismo è di sinistra. Come Bush. E il sesso orale. E Rocca. E le Giovani Marmotte. E tutto quel che di buono c'è sulla terra, sotto il cielo e in fondo al mare. La logica del gran capo è stringente:
La storia di copertina è sulla percezione errata che nel passato si stava meglio. Non è vero: la ricchezza globale è raddoppiata e la povertà estrema si è dimezzata. In una parola, negli ultimi 20 anni c’è stata una “redistribuzione” della ricchezza. Una cosa che un tempo si sarebbe detto “di sinistra”. Ed è merito dei mercati globali, della società aperta e della diffusione della libertà. Il liberismo, insomma, non ha i giorni contati (cit.) ed è di sinistra.
Nessun dogma.

14 dic. 2013

Spregevole feccia umana, peggio di un cane. Il comunicato con il quale l'agenzia di stampa ufficiale nordcoreana ha reso nota l'esecuzione di Jang Song-taek è già un pezzo di storia del comunismo. Un documento di rara ferocia, redatto in una prosa incalzante e ansimante, allo stesso tempo tragico e ridicolo, un esempio illuminante di quali estremi possa raggiungere la propaganda in uno stato totalitario. The Atlantic si prende la briga di analizzare il testo nei suoi punti essenziali. Questo post è dedicato a quelli che pensano che se gli Stati Uniti sono in possesso di armi nucleari è normale che debbano poterle produrre anche altri regimi. La foto che segue invece testimonia l'arrivo di Jang Song-taek nella sala del tribunale speciale che lo ha condannato a morte.

Jang Song Taek appears before a tribunal of the Ministry of State Security on 12 December 2013 (Photo: Rodong Sinmun)

Come ogni purga che si rispetti, a parte l'eliminazione politica (e fisica) dell'accusato, anche questa porta con sé un messaggio per gli altri alti funzionari:
The Japanese newspaper Mainichi Shimbun has reported the execution of Ri Chol, another Kim family confidante who, prior to getting wrapped up with Jang and business deals in China, had been a childhood protector of Kim Jong Un and the family fortune in Switzerland. Other aides may meet the same fate, but the vast majority of Jang’s patronage network will likely be given the chance to repent for their sins. This, in fact, is now the message to the public at large: Make a clean break with any lingering affections for Jang and his foreign-flavored brand of leadership.
Ma c'è un punto specialmente significativo che spicca tra le ragioni della sua condanna, secondo quanto esposto nel comunicato: la mancanza di entusiasmo nell'appoggio alla successione ereditaria disposta da Kim Jong-il. Quella che avrebbe tutto il sapore di una vendetta personale attuata da Kim Jong-un nei confronti dello zio si manifesta in un particolare grottesco: Jang Song-taek non avrebbe applaudito abbastanza forte e abbastanza a lungo nella cerimonia di insediamento del rampollo a vice-presidente della Commissione Militare Centrale.
The notion of a death sentence for tepid applause is both tragic and easily parodied. KCNA is unintentionally echoing the inmate’s anecdote in Aleksandr Solzhenitsyn’s The Gulag Archipelago of a man imprisoned in the Soviet Union for being the first to stop clapping for Stalin near the end of a 10-minute ovation. And clearly the “towering resentment” Jang evoked is to be read retrospectively; no one noted the slight publicly at the time. Jang might have been more mindful of the example of his old rival, General Ri Yong Ho, who appeared to be borderline insubordinate during the outrageously campy and ebullient performance given by the gesticulating, babbling Kim Jong Un at his first on-site inspection as leader in January 2012. If the clapping accusation is merely a pretext for removing Jang, perhaps it is tragicomic. Far scarier is the idea that North Korean officials may take the charge seriously and feel that unenthusiastic applause, or the slightest downgrading of the Kimist personality cult, is tantamount to a criminal offense against the very sovereignty of North Korea.
Jang Song-taek non è solo una vittima del sistema che egli stesso ha contribuito a consolidare. La sua storia è soprattutto l'ennesima dimostrazione di come i regimi totalitari tendano a cannibalizzarsi, ad inghiottire se stessi, ad autodistruggersi. Dove finirà la purga? Quanti altri esponenti del vertice politico nordcoreano ne saranno coinvolti? Forse uno, forse molti. Impossibile saperlo, dipende dalle circostanze, dalle percezioni, dall'entità dei sospetti che la paranoia ideologica è in grado di alimentare. Ecco rivelata la funzione essenziale di una condanna di alto livello come questa: nessuno può né deve sentirsi al sicuro. Il Partito ha lanciato una campagna di tensione a livello nazionale, un avvertimento collettivo: state attenti a quel che fate, a quel che dite, a quel che pensate. Non solo. Per le dittature come quella di Pyongyang il tempo è circolare e il passato non è mai passato realmente. Le immagini di Jang Song-taek sono scomparse dai documentari e dalle immagini ufficiali poco prima della sua esecuzione, la prova che il regime può agire a trecentossanta gradi, plasmando non solo il presente e il futuro ma anche gli eventi già accaduti. Tutti sono in pericolo, non solo per quel che potrebbero fare da oggi in avanti ma anche e soprattutto per quello che il potere potrebbe pensare delle loro azioni già compiute, perfino quelle che siano state oggetto di pubblica approvazione.
Ma, al di lá della minaccia del terrore, è una mossa intelligente aver sacrificato un esponente di spicco così vicino alla famiglia Kim in modo tanto plateale? C'è chi pensa allora che la decisione sia stata presa da altri:
The scale of the publicity is a surprise for other reasons, according to Jang Jin-sung, a former propaganda official who defected to South Korea in 2004. He thinks it suspicious that the purge took place in a Politburo meeting. Kim Jong Il rarely convened such pow-wows; after all, quietly orchestrated dismissals were made at his sole discretion. That Mr Jang’s ouster took place in such a public setting suggests that it was out of Mr Kim’s hands, he says—as do the charges of womanising, which damage Ms Kim and, by extension, the young Mr Kim himself. Another oddity is that the news was broadcast first to the outside world on KCNA, and only then on internal media. Previous purges were usually publicised (if at all) weeks or months after the event.
Una purga anti-Kim? Una purga anti-Cina? O tutto il contrario? Cremlinologia applicata alla realtà nordcoreana. Esercizio quasi impossibile, ai limiti dell'inutilità:
Whether Jang in fact planned to execute a coup or whether he was eliminated in an effort by Kim Jong Un to consolidate power -- or some other scenario - remains unknown, but in the words of the KCNA, he is now a traitor for all eternity.
Whether Jang in fact planned to execute a coup or whether he was eliminated in an effort by Kim Jong Un to consolidate power -- or some other scenario - remains unknown, but in the words of the KCNA, he is now a traitor for all eternity.  - See more at: http://blog.foreignpolicy.com/posts/2013/12/13/jang_song_thaeks_execution_is_even_weirder_than_you_think#sthash.HIHflAT8.dpuf
Whether Jang in fact planned to execute a coup or whether he was eliminated in an effort by Kim Jong Un to consolidate power -- or some other scenario - remains unknown, but in the words of the KCNA, he is now a traitor for all eternity.  - See more at: http://blog.foreignpolicy.com/posts/2013/12/13/jang_song_thaeks_execution_is_even_weirder_than_you_think#sthash.HIHflAT8.dpuf

13 dic. 2013

La solita sequenza.

http://nkleadershipwatch.files.wordpress.com/2013/12/jst_eppbm_081213_arrest.jpg

Accusato. Arrestato. Umiliato. Ucciso. Comunismo.

11 dic. 2013

Facce ride. Obama ha veramente dato spettacolo al funerale di Nelson Mandela. Prima la stretta di mano con Castro, poi risate a tutto spiano sugli spalti, in compagnia di Cameron e della premier danese. So che ve l'aspettate, ma pensate per un momento se al suo posto ci fosse stato quello zoticone del suo predecessore, i giornali, i telegiornali, i cinegiornali, i radiogiornali, i nipotini di Sofri, stamattina, che roba.

Funeral selfie: President Obama, British PM David Cameron and Denmark's Prime Minister Helle Thorning Schmidt smile for a snap during Nelson Mandela’s memorial service.

10 dic. 2013

Mandela y Mario Chanes de Armas.

obama-castro
Mario Chanes de Armas estuvo preso treinta años en las cárceles de los Castro. En jaulas, en gavetas, en agujeros, golpeado y torturado y esclavizado, quiero decir condenado a trabajo forzado como un esclavo. Treinta años. Más tiempo que Mandela. Treinta años. En condiciones mucho peores que las que padeció Mandela. Treinta años. Y siempre digno, y siempre honrado, y siempre firme y generoso y valiente en medio de aquel infierno. Abundan los testimonios.
Tuve el honor de conocer a Mario Chanes. Un hombre sorprendente, dulce, amigo del perdón y amigo de la reconciliación. Como Mandela. Un hombre que combatió la dictadura de Batista y la dictadura de Castro. Un hombre que no apoyó ni fue amigo de ningún dictador.
Mario Chanes ya estaba en la cárcel cuando nació su único hijo, y seguía en la cárcel cuando su hijo murió a los 22 años. En la cárcel también supo de la muerte de sus padres y de su hermano. No llegó a conocer a su hijo. Castro, el amigo de Mandela, negó siempre el permiso para que se conocieran.
Hablo de Mario Chanes de Armas porque ha muerto Mandela y están en lo de honrarlo. Y como todos hablan de lo grande que fue Mandela me parece necesario hoy decir aquí que sí, que seguramente es verdad que Mandela fue un hombre grande. A pesar de su amistad con Castro. A pesar de su silencio cómplice y miserable respecto a las víctimas de su amigo Castro.
Un hombre grande, Mandela, sí. Pero un hombre grande que no le llegaba ni a la suela de los zapatos a un hombre como Mario Chanes de Armas.
Da Emanaciones.

9 dic. 2013

Il Postcomunista. Per i discepoli di Luca Sofri, chi inventò il terrore e i campi di concentramento merita semplicemente la definizione di "storico leader della rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia e del movimento comunista" e le dittature comuniste in Europa Orientale diventano "i paesi dell’alleanza europea filosovietica". Facile la storia, no?

8 dic. 2013

La coppia più bella del mondo.

20131206-133230.jpg

Nella foto, il nuovo segretario del PD. Alla sua destra, Renzi.

7 dic. 2013

Tutti guardano al Sudafrica. Questo è il Centrafrica.
Lo zio di Corea. Pare che Jang Song-taek, uno di quelli che contavano a Pyongyang, sia stato messo da parte dal nipote senza troppi complimenti.
Rossonero. Sull'annosa questione che nessuno ha voglia di affrontare, se Mandela sia stato o meno comunista o solo un opportunista politico di successo.

4 dic. 2013

Un certo disagio. Mi pare che ci sia ben poco da dire in questo decennio che non si sia già detto nel decennio scorso. Fatico a trovare spunti nuovi, a evitare ripetizioni. Sono solo io?

2 dic. 2013

Lettori e amici. Ringrazio Roberto Piccoli per la sua gentile recensione del libro. Sono io ad essergli grato, da tempo.

1 dic. 2013

Karaoke Caracas. Se i dittatori sono dannosi, le loro caricature sono il cammino sicuro verso il disastro. Il Venezuela di Maduro si muove tra repressione, improvvisazione economica e potenziamento del ruolo dell'esercito. L'unica speranza è che, a differenza di Cuba, la società civile non è ancora stata del tutto annientata e continua a dare battaglia. Fino a quando e con quali esiti sono le questioni essenziali.