8 jun. 2010

L'Italia dagli occhi tristi. Mi è capitato recentemente di vedere le due puntate di Blu Notte dedicate alla storia delle Brigate Rosse (disponibili sul sito della RAI). Prima di tutto devo dire che quello di Lucarelli è un lavoro di sintesi e approfondimento veramente esemplare, sia dal punto di vista storico che narrativo. Ma non è questo il punto. Quelli della mia generazione erano bambini in quei famigerati anni '70. Personalmente delle BR ricordo poco o nulla, e nomi, luoghi, avvenimenti di quel tempo mi sono diventati familiari solo dopo, leggendo, studiando, sentendone parlare. Un giorno sì che lo ricordo ed è il pomeriggio in cui un impiegato di mio padre entrò in ufficio e disse che avevano ammazzato Moro. "L'hanno ammazzato", ripetè mio padre come per farsene una ragione. Ricordo bene anche un nome, quello di Patrizio Peci. Torino fu un tremendo campo di battaglia in quella lunghissima notte della ragione nonché la principale base operativa e strategica dei terroristi. E proprio dalla colonna torinese venne fuori il primo pentito ufficiale nella storia delle BR, Patrizio Peci appunto. Fu suo fratello Roberto, però, a pagare il prezzo di quel tradimento. Per ragioni ancora controverse venne prima processato da un tribunale del popolo e poi condannato a morte. La sentenza fu eseguita con undici fucilate nella campagna romana. Penso di aver visto pochi documenti video più agghiaccianti della farsa criminale cui Roberto Peci, terrorista anche lui, fu sottoposto. La lettura della decisione finale, accompagnata dalle note dell'Internazionale, rappresenta da sola tutta l'infamia di questa pagina sinistra e macabra della storia del nostro paese. Qualcuno continua a chiamarli compagni che sbagliavano. Invece erano solo squallidi esecutori di un'ideologia assassina, accomunati al resto dei carnefici imbandierati di rosso da un unico linguaggio di morte.
Tendiamo ad osservare l'Italia di oggi come se prima non ci fosse stato nulla. Ripercorrere il nostro recente passato può invece servire a rileggere le vicende contemporanee nella giusta prospettiva. Mi domando quale altro paese, nelle stesse condizioni, sarebbe riuscito ad evitare un conflitto civile generalizzato o un'involuzione autoritaria. L'Italia ne è venuta fuori ferita a morte ma viva, senza sacrificare la sua essenza di nazione democratica, certamente imperfetta ma pur sempre solida. Conviene pensarci ogni tanto, prima di mandare il cervello all'ammasso.
Il video del processo a Roberto Peci è sotto. Fatevi forza.

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