22 jul. 2012

Il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro. Tutto fa pensare che, dopo Orlando Zapata Tamayo e Laura Pollán, il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro abbia fatto fuori anche Oswaldo Payá. Le notizie sono confuse, c'è stato un incidente, qualcuno è morto. Ma sembra che la polizia abbia già telefonato alla famiglia. Cioè, gli assassini hanno avvisato le vittime che il crimine di stato è stato perpetrato. Una situazione apparentemente grottesca ma in realtà del tutto coerente in un paese sequestrato da più di mezzo secolo da una mafia comunista pseudo-rivoluzionaria. E' un gran peccato che nessuno in questi anni abbia armato i cubani per mettere fine al sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro (ma forse si sarebbero venduti i fucili e in ogni caso non li avrebbero centrati). In questa ennesima giornata di infamia, va ricordato che in occidente il sordido, squallido e criminale regime dei fratelli Castro continua a vantare schiere di ammiratori, non solo tra gli irriducibili del Muro di Berlino, ma anche all'interno della cosiddetta sinistra democratica (scusate l'ossimoro). Assassini, complici e apologeti. Sarete contenti. La vostra ricompensa in un tempo meno ipocrita e codardo sarà la memoria di quello che siete stati.
Update. A chi sta pensando che non si può accusare senza prove nemmeno un regime come quello cubano, suggerirei di dare un'occhiata a questa lettera battuta a macchina dallo stesso Payá pochi giorni dopo un altro incidente, del quale era stato suo malgrado protagonista. Il 25 giugno, infatti, gli sbirri di Castro ci avevano già provato ad ammazzarlo, investendo la sua auto e provocandone il ribaltamento. La stessa dinamica che sembra sia stata utilizzata anche domenica scorsa, questa volta però con successo. Intanto ai funerali del dissidente la polizia sta castigando i partecipanti:
Tutti pensano che sia stato un attentato. Tranquilli. Si vedrà.
Si vedrà.

4 comentarios:

  1. È come se fossimo ancora negli anni '50, con la Russia vista come un miraggio,oggetto di discussioni e riflessioni: nessuno,o quasi, gridava che era un regime dispotico e infame. Lo stesso per Cuba,ancora oggi, stessa cecità,stesso wishful thinking,stessa malafede da un lato e ingenua ignoranza dall'altro. Non ci si vergogna di agitare bandiere rosse con il Che. Tutto come allora, e dai giovani poi! Si ricomincia sempre lo stesso cammino. Bisogna gridare,nonostante tutto. Servirà almeno a noi.

    ResponderEliminar
  2. E' per quello che scrivo ogni volta meno. Perché ho l'impressione di parlare sempre delle stesse cose da anni.

    Enzo

    ResponderEliminar
  3. Alle volte ho l'impressione che la storia stessa sia una ripetizione delle stesse follie,delle stesse ingenuità, che ogni errore si ripete,che nessuno vuol imparare. E nonostante tutto non si può tacere,anche se il gridare non modificasse in niente la storia dell'uomo, pure bisogna lasciare un segno sulla sabbia. Qualcuno potrà vederlo e chissà magari porsi qualche domanda. Mi ha sempre colpito una storia tratta da non so che racconto: in un futuro vicino o lontano, nella metropolitana di New York,viaggia un passeggero,l'ultimo cristiano rimasto al mondo, che è il papa,con una valigia mal messa contenente qualche paramento, qualche libro. Un rapinatore lo uccide per derubarlo. Muore l'ultimo cristiano. Il rapinatore si porta via la valigia, a casa la apre ,guarda, legge un libro,ne rimane affascinato,colpito,conquistato. E la storia ricomincia. Ecco, penso che sia importante lasciare un segno, qualcuno che lo possa capire e far suo spero che ci sarà sempre.

    ResponderEliminar