26 nov. 2011

Leading from confusion. Ho perso il conto delle volte che Obama ha cambiato idea sull'Egitto, sul medioriente, sulle rivolte. Ogni settimana la Casa Bianca ha una posizione diversa sull'evento politico chiave dell'anno e probabilmente del decennio. Se siete pro-manifestanti non vi illudete: domani è un altro giorno e, secondo la direzione del vento della protesta, il presidente emetterà un nuovo comunicato. Se siete pro-esercito non disperate: la settimana è lunga e c'è tempo per l'ennesima giravolta dopo il primo turno elettorale. Quelli che capiscono lo chiamano leading from behind. Gli altri, come me, pensano semplicemente che Obama non abbia idea di cosa fare, perché non crede in quello che fa e, come tutti gli opportunisti, finisce per farsi guidare dagli avvenimenti invece di influenzarli. Sarà interessante vedere se il flusso di denaro versato da Washington nelle case dei militari egiziani si interromperà, come coerenza imporrebbe. Ma stiamo parlando del nuovo re tentenna, ed è perfettamente possibile che scaricare e finanziare rientrino all'interno della stessa strategia. In tutti i casi uno spettacolo di cui chi stima l'America farebbe volentieri a meno.

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