1 abr. 2003

Pro memoria per il futuro. Ci troviamo in una fase in cui l’informazione schierata contro la guerra - vale a dire la stragrande maggioranza in Europa con bloggers pacifisti al seguito con body-counters o senza - si manifesta secondo queste due tendenze: da una parte un catastrofismo a tratti grottesco secondo il quale per gli alleati - o invasori come molti preferiscono chiamarli - tutto sta andando male, i piani sono clamorosamente sbagliati, gli strateghi americani sono in balia dell’astuto e indomabile nemico; dall’altra una fiducia pressochè acritica nei confronti di qualunque comunicato provenga dalla propaganda del regime di Saddam accompagnata da una diffidenza quasi assoluta verso le informazioni che fornisce la controparte alleata. La prima tendenza sa molto di segreta e inconfessabile speranza. La seconda di stolta e rivelatrice malafede. Nulla di serio in ogni caso.

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