3 may. 2012

Storia del cinese cieco e dei suoi falsi amici. C'era una volta un cinese cieco. Era una brava persona, aiutava la gente, parlava con le madri che non volevano abortire. Come sempre succede, a qualcuno non piaceva la sua buona volontà. Un giorno arriva un ordine dalla capitale e il cinese cieco di buona volontà e la sua famiglia sono cacciati dal loro villaggio e mandati a svernare altrove. Non possono muoversi e sono controllati dalle guardie del governo in ogni momento. Sembra che siano in galera ma non sono criminali, solo persone per bene a cui qualcuno ha deciso di fare del male. Un giorno la galera finisce e il cinese cieco e i suoi tornano a casa. Ma anche questa volta la casa ha l'aspetto di una prigione. Perché fuori ci sono dei cani rabbiosi che girano intorno e non lasciano uscire nessuno. Una notte, approfittando del sonno dei cani rabbiosi, il cinese cieco salta dalla finestra e si mette a correre. Si fa male a un piede ma non vuole fermarsi, perché sa che se rallenta i cani rabbiosi lo raggiungeranno. Lungo la strada trova alcuni amici che lo portano lontano, fino alla capitale. Il cinese cieco ha sentito che nella capitale ci sono degli uomini che possono aiutarlo. Sono forestieri e vivono là per lavoro. Vengono da un grande paese, una terra veramente libera, chiamata America. Il cinese cieco va a casa di questi uomini, certo della loro accoglienza. Ma, per sua sorpresa, quegli stranieri così ben vestiti non sembrano molto contenti di vederlo. Invece di festeggiare il suo arrivo, cominciano a guardarsi intorno preoccupati e a fare un mucchio di telefonate. Al cinese cieco piacerebbe tanto visitare la terra libera da cui vengono quei forestieri ma non lo dice, aspettando che siano loro ad invitarlo. Invece, la mattina dopo, i suoi ospiti gli dicono che è meglio che se ne vada, che quella non è proprio casa loro e che i veri padroni di casa non hanno piacere che lui alloggi lì. Il cinese cieco non sa cosa fare ma, alla fine, si convince che è meglio ascoltare quel consiglio per evitare che la sua famiglia ne soffra. Dicendo di voler curare la sua ferita al piede, i signori ben vestiti della terra libera lo accompagnano all'ospedale. Qui, ad aspettarlo, trova i veri padroni di casa che lo prendono in custodia e lo sottraggono a sguardi indiscreti. Il cinese cieco si accorge che quei forestieri in fondo erano più amici dei padroni di casa che amici suoi. E comincia ad avere paura e a raccontare la sua storia alla gente. Ma nessuno può aiutarlo, perché i padroni di casa non lo lasciano mai solo. Da lontano il cinese cieco sente i cani rabbiosi abbaiare. E capisce che qualcuno lo ha tradito.

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