23 feb. 2012

Una nuova umanità. Monta l'indignazione per la repressione in Siria. E' cosa buona e giusta. Cinquemila, seimila, settemila morti. Una carneficina. Bisogna intervenire, dicono. Bisogna intervenire, certo. Stavolta il massacro va in diretta, su Facebook, Youtube ma soprattutto su Twitter. Succede adesso, sotto i nostri occhi, mentre mangiamo una pizza. Quindi andiamo, no? Andiamo. Io penso che sia bello che la tecnologia abbia reso l'umanità così attenta e partecipe. Per esempio, nel 1990, nel 1995, nel 1999 e perfino nel 2003, tutta questa tecnologia non c'era. Eppure di cose brutte, di sgozzamenti, di campi di tortura, di villaggi cancellati, di colonne di profughi, se ne potevano vedere già allora, a starci attenti. Un bel po'. E ne sentivamo parlare, e guardavamo le foto, e tutti quei carri armati che entravano, e la gente che urlava e chiedeva aiuto. Andammo e facemmo un buon lavoro. Ma l'umanità no, tutte quelle volte era distratta. Non è che fosse proprio distratta, devo dire. E' che si occupava d'altro. Per esempio, ricordo che faceva un sacco di rumore nelle strade, e batteva casseruole e sventolava bandiere colorate. E insultava, mamma come insultava. Però non pensava tanto ai massacrati, agli sgozzati, ai torturati. Pensava più a se stessa, mi pare. Sarà che non c'era Twitter. Strana la gente. Bella la tecnologia che cambia la gente. Forse. Allora, andiamo?

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