14 nov. 2011

Leggo Guerra e Pace. E' la prima volta, il coraggio uno non se lo può dare. Una sceneggiatura immensa. Quanti mondi dentro un solo uomo. Giusto Tolstoj poteva prendersi certe licenze: fatti che si accavallano e si scavallano senza logica apparente, salti in avanti e repentine retromarce, personaggi che cambiano radicalmente pensiero e azione nel giro di poche scene. L'avesse pensato un altro lo lasceresti dopo due capitoli. L'ha scritto lui e non riesci a smettere. Cosa fa di un romanzo un'opera d'arte? Mettiamola così. Quel che Tolstoj concentra in una pagina Baricco non ce la fa a descriverlo in trecento. Cioè, se Guerra e Pace fosse di Baricco (e chiedo scusa) sarebbe lungo quattrocentoquarantunmila fogli. E' come riscrivere Seta quattromilaottantatre volte, cambiando sempre le parole. Nell'Impero zarista tutta quella carta non c'era. Poi arrivarono i comunisti e stamparono un sacco di volantini.

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