28 abr. 2010

Sofrismi. Quando la complessità fa confusione. L’ho già detto altre volte ma non me ne faccio una ragione. Io credo che scrivere complicato sia prima di tutto un inganno nei confronti dei lettori e poi anche un segnale di scarsa chiarezza mentale. Quando leggo Luca Sofri in genere devo ripetere tre volte prima di afferrare il concetto. Per esempio, questo post potrebbe anche presentare contenuti interessanti e sembra oltretutto costituire una rara espressione di autocritica da parte del suo autore. Ma non era possibile spiegare le stesse cose senza costruire un’autostrada di incisi e subordinate? Può darsi che io sia particolarmente scemo, sia chiaro. Succede ad altri? Comincio a preoccuparmi.
P.S. Questo è il massimo grado di complessità di un post che troverete su questo blog. La mia è una missione.

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