Il gran rifiuto. Perfino dal loro punto di vista disturbato sul mondo i sauditi dimostrano un grado di dignità superiore a quello delle Nazioni Unite.
18 oct 2013
L'oftalmologo. Dal balletto di minacce senza conseguenze e ritirate diplomatiche delle ipopotenze occidentali, Assad è uscito rafforzato e sicuro di sé. Si permette di scherzare sul Nobel e sa che la Siria sarà sua ancora per molto tempo, grazie ai centoquindicimila morti e all'uso delle armi chimiche sulla popolazione. La morale di questa incredibile e triste storia è che la strage di massa paga, dieci anni dopo la fine di Saddam Hussein. Ma Bush era un criminale di guerra, Obama il genio della pace. Nulla di nuovo, in fondo.
Norman. L'espressione sinistra liberale è una contraddizione in termini nella storia europea, un esercizio intellettualoide proprio di chi si vergogna delle proprie idee e cerca in un ossimoro il cammino più facile verso l'approvazione sociale, un trucco insomma. Questa regola presenta contate eccezioni, come alle volte accade. Norman Geras era una di queste. Se n'è andato questa mattina. Il suo blog era un distillato quotidiano di equilibrio, cultura, analisi, prospettiva storica e buon senso. Professore Emerito all'università di Manchester, aveva avuto l'amabilità di dedicarmi uno dei suoi celebri Profiles di bloggers di riferimento, mentre i tronfi scribacchini di casa nostra non si degnano nemmeno di rispondere a un'email. Era un gigante in un mondo di nani. Mi mancherà moltissimo.
12 oct 2013
I colori della Guerra Civile. Un lavoro bellissimo. Guardate la foto di Lewis Powell, complice dell'assassino di Lincoln. Sembra scattata in questi giorni.
Giap e Priebke son morti centenari. Criminali di guerra entrambi, criminale anche di pace il primo (seconda personalità del regime in ordine di importanza). Il nazista ricordato solo come un carnefice (giusto così), il comunista celebrato come uno stratega militare senza pari (dimenticando tutto il resto). I morti che il Napoleone rosso ha sulla coscienza non si possono nemmeno contare, quelli del comandante delle SS sono ovviamente meno (le responsabilità erano diverse) ma ciononostante arcinoti e arcicondannati. Il mondo va così.
11 sept 2013
8 sept 2013
Ci voleva il sarin? Tra i vari equilibrismi usati da stampa e opinione pubblica per spiegare che le guerre di Obama sono giuste mentre quelle di Bush erano sbagliate c'è quello - incredibile - per cui Saddam non aveva armi chimiche mentre Assad sì. Come se le immagini televisive avessero improvvisamente assunto valenza di prova inconfutabile e, soprattutto, come se i villaggi annientati dai gas di Saddam qualche anno prima della seconda guerra del Golfo non fossero mai esistiti. Tra gli argomenti di chi, invece, anche stavolta si oppone ad un intervento prevale quello per cui un premio Nobel per la Pace non dovrebbe mai iniziare una guerra. Insomma la buona fede del presidente degli Stati Uniti non è comunque mai messa in discussione, visto che è democratico, nero e parla bene. Nessuno che dica che l'unica maniera di meritarsi veramente quel premio sarebbe farla finita con il regime di Assad, esattamente come il suo predecessore fece con quelli di Saddam e del mullah Omar, indipendentemente dall'uso di armi più o meno convenzionali. Nessuno che risponda a chi ancora chiede prove dei crimini del dittatore con una cifra che stranamente non si ricorda mai, proprio come i villaggi di Saddam: quindicimila cadaveri in due anni. Senza sarin.
Il New York Times va alla guerra. Le armi chimiche di Assad. A leggere la bibbia liberal Saddam era un dilettante.
6 sept 2013
Ossimori impuniti. Borges scriveva la frase citata nel post precedente in un articolo su nazionalismo e individualismo. Osservare che il pensiero in questione risale ad oltre sessant'anni fa e che fra meno di una settimana in Catalogna si snoderà una catena umana per l'indipendenza, dimostra che il tempo passa invano e la storia non insegna nulla. Classi dirigenti e cittadini disposti ad annullarsi in un'identità collettiva dai tratti fumosi e incoerenti: la nostra terra, la nostra lingua, la nostra bandiera. L'uomo e i suoi dintorni, mai:
Il nazionalismo vuole ammaliarci con la visione di uno Stato infinitamente molesto.Penso a quante volte si leggano espressioni come Stato liberale o nazione liberale. Ossimori che resteranno impuniti, proprio come i pastori di questo questo gregge di pecore incatenate.
Meglio tacere. Anne Applebaum spiega a Obama che un silenzio dignitoso è sempre meglio di una spacconata a cui non si sa dar seguito. L'immagine della Casa Bianca - aggiungo io - non è mai stata così compromessa e traballante agli occhi di quella parte di opinione pubblica non connivente con i regimi dittatoriali. Il problema è che se sei il presidente degli Stati Uniti e dici una cosa, magari poi qualcuno ci crede.
Non solo guerre. Su YME uno speciale sui principali eventi mediorientali dell'ultimo secolo. Utile e ben fatto.
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