13 jun 2010

Dietro a un pallone/2. Non è il jabulani. E' l'eterna lotta del portiere contro la piccola stortura, quella che arresta la galoppata dei compagni verso il trionfo. Perché il portiere, si sa, non vince mai.

"Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi"

11 jun 2010

Dietro a un pallone. Il sole che taglia in due lo stadio, il giallo ocra della terra africana sullo sfondo. Comincia così.

"When the colours of Africa dazzle in the sun
My senses drink in its rainbow
And I become the palette of nature"

8 jun 2010

L'Italia dagli occhi tristi. Mi è capitato recentemente di vedere le due puntate di Blu Notte dedicate alla storia delle Brigate Rosse (disponibili sul sito della RAI). Prima di tutto devo dire che quello di Lucarelli è un lavoro di sintesi e approfondimento veramente esemplare, sia dal punto di vista storico che narrativo. Ma non è questo il punto. Quelli della mia generazione erano bambini in quei famigerati anni '70. Personalmente delle BR ricordo poco o nulla, e nomi, luoghi, avvenimenti di quel tempo mi sono diventati familiari solo dopo, leggendo, studiando, sentendone parlare. Un giorno sì che lo ricordo ed è il pomeriggio in cui un impiegato di mio padre entrò in ufficio e disse che avevano ammazzato Moro. "L'hanno ammazzato", ripetè mio padre come per farsene una ragione. Ricordo bene anche un nome, quello di Patrizio Peci. Torino fu un tremendo campo di battaglia in quella lunghissima notte della ragione nonché la principale base operativa e strategica dei terroristi. E proprio dalla colonna torinese venne fuori il primo pentito ufficiale nella storia delle BR, Patrizio Peci appunto. Fu suo fratello Roberto, però, a pagare il prezzo di quel tradimento. Per ragioni ancora controverse venne prima processato da un tribunale del popolo e poi condannato a morte. La sentenza fu eseguita con undici fucilate nella campagna romana. Penso di aver visto pochi documenti video più agghiaccianti della farsa criminale cui Roberto Peci, terrorista anche lui, fu sottoposto. La lettura della decisione finale, accompagnata dalle note dell'Internazionale, rappresenta da sola tutta l'infamia di questa pagina sinistra e macabra della storia del nostro paese. Qualcuno continua a chiamarli compagni che sbagliavano. Invece erano solo squallidi esecutori di un'ideologia assassina, accomunati al resto dei carnefici imbandierati di rosso da un unico linguaggio di morte.
Tendiamo ad osservare l'Italia di oggi come se prima non ci fosse stato nulla. Ripercorrere il nostro recente passato può invece servire a rileggere le vicende contemporanee nella giusta prospettiva. Mi domando quale altro paese, nelle stesse condizioni, sarebbe riuscito ad evitare un conflitto civile generalizzato o un'involuzione autoritaria. L'Italia ne è venuta fuori ferita a morte ma viva, senza sacrificare la sua essenza di nazione democratica, certamente imperfetta ma pur sempre solida. Conviene pensarci ogni tanto, prima di mandare il cervello all'ammasso.
Il video del processo a Roberto Peci è sotto. Fatevi forza.

5 jun 2010

Svolte. 5 giugno 2010, ore 16:49. La Schiavone vince il Roland Garros. La mia generazione non l'aveva mai visto.

31 may 2010

Beati gli esperti di economia domestica. Che amano la cautela, non propendono mai per nessuna ipotesi ma se proprio li tirate per la giacchetta, se proprio devono sbilanciarsi, se proprio volete che che si espongano, tendono ad inclinarsi in direzione ostinata e contraria a Gerusalemme. Ma è solo un venticello, sono analitici loro.
Il modello editoriale del futuro/23. Riusciranno i nostri eroi a citare una fonte che non siail più equilibrato e liberal dei quotidiani israeliani” (alias Haaretz, noncuranti dell’ossimoro) sulla vicenda israeliana?
Certezze in negativo. Io non so come sia andata. Ma so che non è andata come la raccontano i media.
Oggi è il nonsonoantisemitaperò-day.
Il modello editoriale del futuro/22. Sostieni la Roma e lo scudetto lo vince l’Inter. Lanci in orbita Mockus e le elezioni le vince Santos. C’è ancora il ballottaggio, comunque. Magari però stavolta copiate meglio.

19 may 2010

Capirsi un po'. Dave Cameron e Nick Clegg ieri a Downing Street. Al centro, il traduttore.

17 may 2010

La legittimità a governare (e a sparare). Un notevole approfondimento (con filmati, interventi e polemiche da studio a corredo) sulla battaglia di Bangkok, curato da Al Jazeera. Consigliato a chi non si sia ancora rassegnato a non capirci niente:

15 may 2010

Pistole, telecamere, twitter e sangue/2. Secondo giorno di scontri a Bangkok. La cronaca. In 140 caratteri da Andrew Marshall, Richard Barrow, Alastair Leithead e molti altri.



"Live firing zone" attorno alle camicie rosse.
Shopping with camera zone.
Settori della polizia si schierano con i manifestanti:

Shooting between police and army personnel was also reported at several locations, as policemen joined the side of the anti-government demonstrators.
Aspettando il coup de theatre.

14 may 2010

Pistole, telecamere, twitter e sangue. In questo momento è in corso una battaglia nelle strade di Bangkok. La raccontano Andrew Marshall, Dan Rivers, Richard Barrow, Alastair Leithead e molti altri.
Un mio pezzo dell'anno scorso, quando mi facevano ancora scrivere.
Chi ha sparato al generale?
Il riassunto della giornata secondo la BBC.
Gli pseudo-realisti da salotto che dicevano che il golpe del 2006 alla fine non era poi così male dovrebbero riflettere sulla loro assoluta mancanza di prospettiva. E non perché si stia assistendo ad una lotta di buoni (il popolo) contro cattivi (il governo e l'esercito). Non è questa la Thailandia di oggi. Ma piuttosto perché quei carri armati per le strade di Bangkok furono la pietra tombale di un equilibrio politico e sociale faticosamente preservato allora e perso oggi per chissà quanto tempo.
Uno dei leaders delle camicie rosse avverte che la notte sarà lunga.
Nei commenti a questo post molte notizie interessanti.
Mappa di Bangkok con i punti caldi della città, un lavoro impressionante.
Quando si dice essere sulla notizia. Michael Yon, che normalmente invia i suoi dispacci dal dopoguerra afghano, adesso si trova a Bangkok.
Non sono così ottimista sui seguaci di Thaksin come l'autore di questa analisi, ma vi consiglio di leggerla con attenzione per capire certe dinamiche apparantemente indecifrabili da questa parte del mondo.
Il servizio di Dan Rivers sulla CNN, in cui si vede tra l'altro il ferimento di un giornalista canadese.
Qui il liveblogging, giorno per giorno.
Stato di emergenza in 15 province.
Le richieste dei rossi, formulate nel solito tono conciliante.

8 may 2010

Compagne di scuola.